Ovvero, espresso in poche righe gli spunti attivi che ho recepito dalle relazioni e dal dibattito di sabato 23 aprile a Media140, evento internazionale ospitato a Perugia dal festival internazionale del giornalismo.
Immediatezza, relazione, localizzazione. Sono questi i tre elementi che i social media e le geoapplicazioni collegate stanno promuovendo a elementi protagonisti del web e conseguentemente dell’informazione online.
La facilità di diffusione di una notizia trasmessa attraverso il web e i canali dei social networks non può ovviamente prescindere dall’affidabilità del contenuto.
Come si ci guadagna la fiducia di un lettore?
Chi diffonde contenuti sul web deve qualificarsi come interlocutore aperto al dialogo e ai contributi esterni e conquistarsi a poco a poco la fiducia di chi lo segue, proponendosi come soggetto che fornisce links/servizi utili, materiale originale verificato.
Il giornalista di professione monitora i flussi di informazione dei social media e con il tempo filtra un numero di fonti e soggetti che ritiene affidabili nelle più svariate competenze.
Il frutto di questo lavoro porta il giornalista ad avere un roster di esperti e fonti selezionate con cui poter rispondere alle esigenze più disparate dei lettori del giornale/blog.
Infatti ogni singolo utente della rete, messo di fronte allo stesso fatto, cerca informazioni diverse.
Nel caso della recente eruzione del vulcano islandese alcuni hanno utilizzato i social networks per procurarsi notizie di carattere scientifico, altri logistico, altri hanno cercato materiale video-fotografico e hanno provato a mettersi in contatto con parenti e amici in viaggio.
Richieste a cui chi fa informazione deve rispondere mettendo in campo tutte le risorse disponibili.




